Le storie
Questo dipinto è dedicato ad uno sguardo che viene a cercarti, si affaccia sul tuo cammino. Eppure, questo sguardo non incrocia direttamente i tuoi occhi ma è proiettato oltre. Pur essendo qui, ti scavalca.
E non è neanche facile accorgersi della sua presenza, si potrebbe passare di qui varie volte senza notarlo.
Potrebbe passare inosservato, non spinge per essere notato, un po’ come i grandi gesti che sono stati realizzati dalle operaie di questa fabbrica e che loro stesse hanno giustificato con un semplice “Era da fare, non si poteva fare altrimenti”.
È un dipinto dedicato alla capacità femminile di guardare oltre, di dedicare attenzioni al presente spingendo anche verso un cambiamento, verso un futuro, un orizzonte, anche se alcuni in realtà dicono che la protagonista sta semplicemente guardando il condizionatore che al momento è posizionato proprio dove si dirige il suo sguardo.
Comunque, mi dice Nicola riguardo a questo dipinto:
“Comunque l’arte è bella anche senza significati particolari, mi piace moltissimo eppure non ci vedo contenuti, ci vedo una bambina e basta ma non vuol dire che la vedo meno bella perché non ci sono contenuti o storie particolari dietro”.
Ed un altro Nicola, aggiunge:
“Mi piace che sia lei a guardare le persone che passano, come invertisse i ruoli tra opera e spettatore”.
Nell’armadio
Lo sguardo delle donne, la forza delle donne, gli occhi delle donne, la determinazione delle donne.
Curiosità
Questo dipinto è costruito in relazione alla porzione di paesaggio che appare dall’apertura del porticato.
Una porzione che in una giornata limpida si propone con lo stesso azzurro che è dietro la bambina ed in cui si staglia però la croce di una piccola cappella, una cappella che si affaccia in un cortile interno e che contiene una statua, questa statua…
Credo fosse uno studio di uno scultore ed è realizzata con materiale molto povero, principalmente sabbia unita ad un collante, dunque un incredibile antica “statua di sabbia”.
Questa via al momento della realizzazione dei murales è una via in grado di raccogliere entro 50 metri le attenzioni religiose di tre religioni:
All’angolo tra via Fossato vecchio e via Moscatelli
Gli evangelici che si incontrano la domenica e svolgono i loro incontri religiosi in un’atmosfera carica fatta di colori sgargianti dei loro vestiti e musica e di nuovo musica in cui potete immergervi per qualche minuto passando di qua le domeniche mattina.
Qui dietro al dipinto a metà di via Fossato Vecchio
La cappella con la statua di cui abbiamo già parlato e sulla quale aggiungo che è spesso meta di visite di suore e religiosi o interessati al cammino di Clelia Merloni perché il cortile interno in cui si affaccia era parte del palazzo in cui abitava Clelia Merloni, una donna coraggiosa che nel 1894 fondò la congregazione delle Apostole del Sacro Cuore di Gesù.
Al momento la statua non è visitabile, l’unica persona che può vederla è un anziano signore che tiene un suo orto proprio nel cortile interno al palazzo, ha le chiavi di una porticina verde e da lì accede al suo micromondo dove lavora la terra a due passi da Piazza Saffi e sotto gli occhi vigili di una statua che in lui non stimola nessun interesse.
Verso fine via Fossato Vecchio, poco dopo la Piazzetta delle operaie
L’associazione Unione per la pace centro culturale del Burkina Fasu che ospita quella che noi chiamiamo moschea ma che in realtà è un centro cultura, un punto di riferimento di una comunità religiosa dove si svolgono anche le preghiere e che è organizzata come un vero e proprio luogo di comunità sostenuto economicamente da tutti, ognuno in base a quanto può dare.
Cittadini forlivesi mussulmani si ritrovano qui anche per studiare italiano con i bambini ed è possibile entrare, visitare ed essere accolti, basta lasciare le scarpe fuori.
Come è possibile visitare ascoltare e scoprire anche la sede degli evangelici che quando ci sono te ne accorgi per la porta aperta e la musica carica che ne esce.







