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Direi proprio un brutto scherzo, ma con quell’aria di gioco e di intesa che potrebbe essere bello abitasse di più le nostre case, le nostre strade, i nostri dialoghi e le nostre discussioni regalandoci più voglia di ridere assieme.

Credits Filippo Venturi

Nell’armadio

Portaci tanta sana leggerezza, porta un po’ di ironia, vorrei freschezza, riportaci la voglia di giocare, leggerezza, una piuma.

Curiosità

Dipingendo questo furetto che è un furetto perché ho trovato un’immagine che mi piaceva ed era di un furetto, altrimenti poteva tranquillamente essere un gatto o un camaleonte, insomma dipingendo questo furetto ad un certo punto mi accadono due cose:

Uno: sento una voce che mi dice “Ma cosa fai? Dipingi un furetto nelle pareti della casa che non vuole i furetti?”

Chiedo spiegazioni e mi viene raccontato che in questo palazzo abitava un ragazzo innamorato dei furetti che aveva acquistato un cucciolo di furetto ma purtroppo il giovane furetto non è sopravvissuto a lungo e dopo qualche mese è deceduto.

A questo punto lui ha subito preso un altro cucciolo di furetto ma anche in questo caso la storia si è chiusa in malo modo e il furetto non è arrivato oltre i sei mesi.

Che fa a questo punto il nostro ragazzo? Si convince che è un problema legato all’edificio e traumatizzato da questa storia si trasferisce e prende un gatto persiano con il quale vive tutt’ora felicemente nella nuova abitazione tentando di mettere una pietra sopra a questa storia.

Ma di fatto nei suoi ricordi e tra i suoi amici rimane che questo luogo viene chiamato “La casa che non vuole i furetti”.

Per ora il furetto che io ho dipinto comunque è ancora in buono stato nonostante qualche piccolo starnuto ogni tanto.

Credits Filippo Venturi

Due: sento una voce che dice “Ma che bella la tua vita! Fai una vita bellissima tu, e ogni volta che ti vedo qui, con la musica e il tuo pennello mi dico che la vita è bella!”

Ecco, questo mi ha detto una persona che frequenta questo edificio, penso sia il complimento più bello che io abbia mai ricevuto e forse il senso di questo lavoro con lo scherzo, il furetto, la trombetta, la piuma e il resto, e il senso di questo mio lavoro anche in generale sia già in parte raggiunto anche solo per avere trasmesso questa cosa.

Credits Filippo Venturi

Io sono Marcello Di Camillo, un artista di fame locale, ho fatto un pò di ricerca sulle storie di ieri e di oggi che gravitano attorno all’ex fabbrica Battistini e tanti cittadini mi hanno inviato loro spunti e idee mettendomele fisicamente dentro ad un armadio, da tutte queste cose sono nati poi i dipinti che ho realizzato sui muri dell’edificio, le storie che puoi leggere qui sotto e che puoi ascoltare nelle tracce audio.